Meditazione Aperta è una tecnica di meditazione rivolta a tutti. Molto semplice e di facile pratica nella vita quotidiana. È per tutti: anche per coloro che non hanno mai avuto alcun interesse per le filosofie orientali. Non c’è bisogno di praticare lo Yoga. Non c’è bisogno di assumere posizioni fastidiose o innaturali per il corpo. Non c’è bisogno di credere in una religione, né di avere fede in un Dio. Si fa senza sforzo, con naturale piacere, e porta fin dai primi giorni risultati concreti sulla nostra fisiologia.
Ho chiamato Meditazione Aperta questo sito per farvi comprendere che questa tecnica è realmente aperta a chiunque. Anche a coloro che non si sono mai avvicinati alla meditazione e non hanno mai aperto un libro sulle discipline orientali.
Cosa serve per iniziare a meditare?
Per meditare con la Meditazione Aperta non c’è bisogno di essere vegetariani. Non c’è bisogno di essere credenti, né di avere alcun credo particolare. Se uno è cristiano, musulmano, ebreo, buddista, induista o di qualunque altra religione può praticare tranquillamente la meditazione aperta senza entrare minimamente in conflitto con il proprio credo.
Non c’è bisogno di praticare alcun tipo di Yoga. Uno può essere fumatore, mangiare carne, bere alcolici, non avere nessuna particolare morale. Insomma, anche se uno pensa di essere un mascalzone può meditare tranquillamente. Se uno è una bellissima persona anche. Se uno pratica già altre forme di meditazione anche. Semplicemente, è una tecnica per tutti: facile da imparare e da praticare in qualunque luogo.
La postura corretta: sedia comoda e testa libera
La meditazione si può fare in un luogo silenzioso o rumoroso, a casa, in ufficio o in viaggio. Si può fare ad occhi chiusi o ad occhi aperti: variano solo le sensazioni psicofisiche del momento, ma non il risultato finale. Il beneficio c’è sempre, e giorno dopo giorno si cominciano a percepire gli effetti benefici sulla mente e sulla fisiologia.
Per meditare ad occhi chiusi non bisogna stare in posizioni scomode e dolorose per il fisico:
Come posizionarsi:
- La sedia: basta sedersi su una sedia comoda, come quella che si usa per pranzare, oppure su una poltrona. Sedersi rilassati e comodi.
- Le gambe: piegate normalmente con i piedi a terra, senza incrociarli. Se uno si sente più comodo con i piedi incrociati va bene lo stesso.
- Le mani: con i palmi rivolti verso l’alto, appoggiate una sull’altra in modo gentile e comodo. Per gli uomini il pollice sinistro è appoggiato sul destro; per le donne il pollice destro è appoggiato sul sinistro.
- La testa (regola fondamentale): la testa deve essere libera, non deve essere appoggiata a nessuno schienale. Deve potersi muovere gentilmente se il corpo lo richiede, per liberare le tensioni accumulate nella regione cervicale. Il rilascio delle tensioni nel collo è il primo segnale evidente che la meditazione sta compiendo il suo effetto benefico.
Il mantra: il veicolo verso la quiete interiore
La pratica della meditazione segue un percorso naturale. Nel nostro metodo useremo un mantra personale. Cos’è un mantra? È una parola sanscrita che possiamo tradurre come veicolo. Un veicolo sul quale saliamo in modo figurato per intraprendere un viaggio spontaneo verso gli stati più profondi e sottili del nostro essere.
Nella tradizione ci sono 16 suoni della meditazione vedica. Come sappiamo quale è il nostro suono? Con la nostra età. Ad ogni fascia d’età corrisponde una vibrazione che funge da diapason per accordare la nostra fisiologia ed entrare in risonanza con il grande suono della creazione.
Perché sconsigliamo il suono OM: la differenza tra l’orchestra e lo strumento
Molti avranno sentito parlare del suono OM. OM è il suono della creazione intera. Con tutto il rispetto per la tradizione, a noi non interessa usare tale suono nella pratica quotidiana, per un motivo molto semplice che pochi conoscono:
Il suono OM esprime la totalità dell’universo. È una realtà che si può solo sperimentare nel silenzio assoluto. Se vogliamo far parte di un’orchestra, dobbiamo scegliere il nostro strumento personale per entrare: con il nostro strumento singolo entriamo nell’orchestra. Possiamo dire che l’OM è l’orchestra, mentre il nostro mantra personale è lo strumento che scegliamo per suonare. Con la pratica del nostro strumento entriamo a far parte dell’armonia generale. Voler usare l’OM direttamente è come pretendere di suonare tutti gli strumenti di un’orchestra contemporaneamente con il nostro piccolo corpo: non è possibile. Sentire l’OM cantato da altri può dare una temporanea euforia esteriore, ma non porta alla trasformazione interiore.
Regole semplici e momenti ideali per meditare
La vita è già piena di divieti e obblighi: la Meditazione Aperta è una porta verso la liberazione da regole artificiose, nel rispetto di sé e degli altri. Ci sono solo poche indicazioni pratiche di buonsenso:
- A stomaco leggero: meditando il metabolismo rallenta e la fisiologia si quieta. Se siamo in piena digestione, i processi gastrici entrano in contrasto con il rilassamento, creando distrazione. È ideale meditare prima dei pasti o almeno due ore dopo aver mangiato.
- Mente lucida: se si è assonnati è meglio dormire prima. Se si è alterati da alcol o sostanze, è preferibile rimandare. La lucidità serena è la base migliore.
- I momenti ideali: bastano 15-20 minuti al mattino appena svegli e 15-20 minuti nel tardo pomeriggio o prima di cena. Sarete sempre voi a decidere quando praticare in base alla vostra giornata.
I benefici concreti: cosa accade nella mente e nel corpo
La meditazione insegna attraverso la sua stessa pratica a conoscersi in modo più vigile e sottile. Non cambia le nostre inclinazioni né la nostra personalità: se uno è una tigre, non diventerà mai un elefante, ma diventerà una tigre migliore.
- Chiarezza e lucidità: la mente diventa vigile, i riflessi pronti, la memoria elastica.
- Rimozione dello stress: le tensioni superficiali e profonde accumulate nel passato vengono rilasciate senza sforzo.
- Fine del dialogo interiore: si acquieta il logorio del continuo botta e risposta mentale. Pensiamo quando dobbiamo agire; quando non agiamo, la mente riposa serena.
- Potenziamento dell’intuito: l’immaginazione e l’intuito, che sono le forme più sottili e creative del pensiero, si sviluppano naturalmente.
Come iniziare subito il percorso
Per iniziare a praticare con la tecnica autentica, è sufficiente scegliere la propria fascia d’età e richiedere il proprio mantra personale su questa pagina con una libera donazione di 20 euro.
Nel video seguente, Alberto spiega i principi fondamentali di questa pratica:
Domande frequenti su come si fa la meditazione (FAQ)
Come si fa a meditare a casa da soli?
Basta sedersi comodamente su una normale sedia con la schiena distesa, i piedi appoggiati a terra e la testa libera da schienali. Si chiudono gli occhi per un minuto e si inizia a pensare internamente il proprio mantra senza alcuno sforzo, lasciando che l’attenzione scivoli verso la quiete naturale.
Quanto tempo bisogna meditare al giorno?
Il tempo consigliato è di 15-20 minuti per due volte al giorno: una sessione al mattino prima di iniziare le attività quotidiane e una seconda nel tardo pomeriggio o prima di cena.
È necessario incrociare le gambe o sedersi a terra?
No, assolutamente. Non servono posizioni yoga complesse né posture faticose come il loto. Una comune sedia da pranzo con i piedi a terra permette al corpo di rimanere perfettamente rilassato ed evita crampi e tensioni fisiche.
Cosa devo fare se mi arrivano tanti pensieri durante la meditazione?
Non bisogna mai tentare di bloccare o scacciare i pensieri. I pensieri fanno parte del naturale processo fisiologico di distensione e scarico dello stress. Quando ci si accorge di essere distratti da un pensiero, basta tornare con dolcezza e senza rimproverarsi a pensare il mantra.
Perché la testa deve rimanere libera dallo schienale?
Lasciare la testa libera consente al corpo di assecondare spontaneamente piccoli movimenti naturali del collo. Questo permette di sciogliere le tensioni accumulate nella zona cervicale, che è la prima area a beneficiare del rilassamento profondo.
