Breve Storia della meditazione

 

 

Meditazione

La Meditazione Yoga Universale

Per meditare basta molto poco, basta un mantra (suono/vibrazione/scintilla)

Con una semplice tecnica, si può meditare e raggiungere, se lo vuoi, anche l’illuminazione.

. Certo, bisogna saperlo fare…. Per millenni è stato un grande segreto custodito da pochi Yogi come un diamante avvolto in un panno di seta.

Per imparare bisognava andare fino in India sulle montagne dell’Himalaya e salire delle vette altissime dove soggiornavano in ritiro degli Yogi.

E una volta lì, dovevi sottoporti a prove difficilissime per avere una anche minima attenzione da parte di uno Yogi. Ma anche così nessuno garantiva nulla.

Molti si sottoponevano a prove fisiche estenuanti, poi a esercizi di respirazione complicatissimi, come se ci si dovesse tuffare negli abissi del mare senza bombole d’ossigeno. Insomma sembrava che uno prima di meditare dovesse preparasi a diventare un fenomeno da baraccone. Solo in seguito, molto tempo dopo, il “guru” dava il mantra e la tecnica per iniziare. La meditazione era per pochi e meglio se solo per i monaci o i sadhu.

Addirittura, mentre per la preghiera non si faceva differenza,la meditazione era proibita alle donne. Secondo una bieca tradizione le donne erano troppo frivole per intraprendere un insegnamento cosi “arduo”. Se alcune lo facevano, doveva essere all’interno delle mura domestiche e sotto stretta sorveglianza di una autorità maschile (padre, marito etc.).

In poche parole un calvario che aveva ben poco a che vedere con la conquista di libertà.

Solo dopo gli anni ’50 e soprattutto dopo la seconda guerra mondiale e la fine del colonialismo britannico in India, che coincise con la creazione della nuova costituzione democratica, finalmente si creò una piattaforma di diritti fondamentali dove le donne diventavano alla pari degli uomini.

Molti Yogi aderirono al nuovo cambiamento e insieme a Nehru, il fondatore della nuova India, decisero di aprire la conoscenza della meditazione non solo ai non monaci ma anche alle donne. L’India aveva bisogno di nuova linfa e bisognava attingere dovunque visto lo stato pietoso in cui era stata lasciata dal colonialismo. Certo non tutto del colonialismo è stato negativo. Con la lingua inglese e la rete ferroviaria, l’India si trovò dentro alla modernità in un baleno. Per l’india non è stato facile trovare una propria identità nella modernità e spesso si sente dire che, se tutta la loro conoscenza è cosi valida, come mai muoiono di fame ed è cosi povera?

L’India è grande come il mediterraneo e la sua popolazione è molto maggiore e ancora più suddivisa in lingue e religioni. Questo ha impedito per molto tempo che le sue ricchezze materiali ed intellettuali si diffondessero in modo armonioso. Oggi non è più così, e in questo nuovo millennio l’India sta diventando una potenza mondiale e, come tale, con tutte le sue contraddizioni.

Ho voluto parlare un po dell’India perché le trascrizioni della conoscenza della meditazione vengono da lì.

Tengo a sottolineare che questa conoscenza è intuitiva e si manifesta ovunque nel pianeta e nell’universo. E’ patrimonio di tutti e se andiamo a indagare nell’archeologia, scopriamo che le conoscenze dello Yoga furono trasmesse e portate nel continente Indiano dai Naacal, originari del Sud America.

In Messico ci sono delle scuole di meditazione, anche se molto segrete a causa delle persecuzioni degli spagnoli nel periodo coloniale e da parte della chiesa ancora oggi.

In Nord Africa, e sopratutto in Marocco, esistono delle scuole di Yoga, molto segrete, sempre a causa di persecuzioni, ma da parte dell’Islam. Io stesso ho iniziato in Marocco lo Yoga e la meditazione.

Anche in Europa esisteva una scuola di Yoga ai tempi dei Druidi. Anche loro furono perseguitati dalla Chiesa.

Oggi in Occidente tutto questo non avviene più sotto forma di persecuzione, ma chi pratica la meditazione viene deriso come un imbecille che si lascia trasportate da suggestioni esotiche che niente hanno a che vedere con la razionalità dell’intelletto cartesiano.

Che sia chiaro che la meditazione non è l’unica via per raggiungere la completezza del individuo.

Ci sono tre strade maestre: La Meditazione, La Droga, e La Botta in Testa.

La meditazione la puoi controllare momento per momento e tu stesso sei la tua guida maestra. Non corri nessun pericolo di nessun genere. Anzi la natura naturante è la tua alleata continuamente e niente ti può fare del male. Assolutamente niente. Sei protetto dalla pratica stessa e mai in nessun istante né prima, né durante, né dopo, sarai vittima di un’esperienza non armonica o in conflitto con le tue circostanze. Tutto avviene in modo naturale e ogni passo che fai è tuo per sempre.

Con le droghe la storia è ben diversa. Pochi al mondo sono coloro che conoscono pienamente una tale pratica. E’ la strada più pericolosa e piena di spiacevoli sorprese se uno non ha una guida veramente valida. Molte case di cura e manicomi sono pieni di vittime di tale pratica o avventure.

Lasciamo proprio stare e se vi capita di essere mai invitati ad intraprendere una tale esperienza, allontanatevi di corsa. Sto parlando delle droghe psicotiche, non dell’erba o derivati. Dell’erba e derivati ne parleremo in un’altra occasione, ma non ha niente a che vedere con la meditazione.

La botta in testa, tutti ne abbiamo sentito parlare. Può essere un colpo definitivo e disgraziato che ci porta a diventare tonti o a morire e basta. Una volta su un miliardo può essere una botta illuminante. E’ come vincere la lotteria. Ma in questo caso non giochiamo con un po’ di soldi, ma con la nostra vita.

Meglio non provare, lasciamo stare.

Un bastone o un martello… non è un biglietto della lotteria.

Allora ci rimane la meditazione.

E’ su questo che intendo mettere tutte le mie energie per spiegare nel migliore dei modi come si fa.

Meditare è un indagine meticolosa con se stessi…dentro di noi, nel più profondo, la dove tutto ha inizio.

Meditare è facile da fare, e naturale in noi, ci appartiene da sempre, è come tutte le altre cose che facciamo nel nostro quotidiano per stare bene.

Lo sforzo della meditazione è inferiore allo sforzo di bere un bicchiere di acqua.

Si chiudono gli occhi, in un posto tranquillo preferibilmente, altrimenti va bene in qualunque posto, anche in un terrazzo di fronte ad un traffico impazzito, con gente che strilla, macchine che fanno un rumore assordante, sirene della polizia e ambulanze…..

Con un mantra si può fare.

Il mantra attraversa tutto, anche un odore nauseabondo, anche il minimo di ossigeno per la sopravvivenza.

Questa è la forza del mantra.

Se vuoi veramente abbattere il potere, le ingiustizie e quanto altro ti impedisce di essere libero, scopri con la meditazione il tuo potenziale vitale, assopito dalle manipolazioni del sistema e diventa anche tu invincibile.

Grazie

 

6 pensieri su “Breve Storia della meditazione

  1. Io medito tutte le sere da circa due anni. Non riuscirei più a farne a meno ! Per me è diventata una pratica che mi aiuta molto nella vita di tutti i giorni. Una volta che si inizia , poi diventa una sana abitudine, ma è anche vero che è un lavoro, un impegno serio. Sat nam ! E buona meditazione a tutti. Grazie per l’articolo

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